ARCHIVIO ANDREA MANDELLI

estremi cronologici dei documenti

 1955-2004

 

consistenza

Il fondo comprende 147 unità archivistiche organizzate in 14 faldoni.

 

soggetto produttore

Andrea Mandelli (1921- 2016)

 

biografia

Andrea Mandelli nasce a Bergamo il 4 giugno del 1921. Nel 1935 entra nella bottega del pittore e decoratore bergamasco Fermo Taragni nel quartiere di Redona, in città. Per tutta la durata del suo praticantato, dal 1937 al 1941, segue i corsi serali della Scuola d’Arte Fantoni a Bergamo. Oltre alla tecnica decorativa, Mandelli apprende dal Taragni anche le prime nozioni di restauro. Partecipa a molti dei lavori svolti dal Taragni in quel periodo, tra i quali la decorazione del Teatro Donizetti di Bergamo. L’intensa attività svolta in bottega viene interrotta dalla guerra, la terribile esperienza gli lascerà anche alcuni problemi di salute. Dal 1947 al 1952 è collaboratore permanente nello studio milanese dei fratelli Mario e Angelo Zappettini, pittori d’origine bergamasca; tra i numerosi lavori di decorazione e restauro a Milano, prende parte insieme a loro al restauro degli affreschi della Chiesa di S. Raffaele e a quelli del Bergognone nella sagrestia della Chiesa della Passione. Nel 1952 avvia l’attività indipendente con l’iscrizione all’Albo degli Artigiani della Camera di Commercio di Bergamo. Lavora con importanti restauratori come Mauro Pellicioli, con cui collabora nel 1963 al restauro della Galleria d’Ercole nel Palazzo dei Principi di Monaco a Montecarlo. Affianca anche Ottemi della Rotta con cui ha uno stretto rapporto di collaborazione e fiducia: con lui partecipa al restauro dell’Appartamento Borgia nella Città del Vaticano, a quello degli affreschi di Masolino da Panicale nella Collegiata di Castiglione Olona, e a quello della Sala delle Assi affrescata da Leonardo al Castello Sforzesco di Milano. Inizia a sperimentare personalmente i nuovi materiali per il restauro messi a disposizione dalla ricerca chimica adeguandoli alle esigenze specifiche di ogni manufatto. Tra gli altri suoi interventi più significativi vanno citati i restauri di gran parte degli affreschi della Basilica di San Pietro al Monte di Civate, e quello degli affreschi del Duomo di Bergamo e della sua sagrestia, la sistemazione delle decorazioni e degli affreschi nella Chiesa di S. Alessandro della Croce a Bergamo. Lascia l’attività alla fine degli anni Novanta, dopo il restauro dell’affresco della Torre Civica di Lovere effettuato all’età di 78 anni.

Muore a Bergamo il  1 Novembre 2016

modalità di acquisizione

L’archivio Andrea Mandelli è stato donato all’Associazione Giovanni Secco Suardo dallo stesso restauratore in due momenti: un primo lotto nel 1998, il secondo lotto nel 2002. Nell’estate del 2004 sono stati consegnati altri documenti scritti.

 

contenuto

Il fondo documenta l’attività di restauro di Andrea Mandelli e gli interventi di conservazione su opere d’arte pittorica. Sono presenti in larga misura le relazioni tecniche e descrittive, e la documentazione relativa alle metodologie impiegate.
Molto consistente è la presenza di documentazione fotografica, sia di negativi che di stampe, relativa ai restauri effettuati anche se molto spesso priva di indicazioni, riferimenti cronologici e didascalie.

 

ordinamento e struttura

Dall’analisi dell’organizzazione delle carte è sembrata evidente la volontà del restauratore di costituire fascicoli che contenessero ciascuno distintamente tutti i documenti riguardanti i singoli interventi di restauro nell’intento di fornire una logica ripartizione ai propri documenti per lo più rispondente alle esigenze dell’attività professionale e per espressa volontà di autodocumentazione del proprio operato. Risulta comunque un intervento riorganizzativo parziale di mano dello stesso Mandelli, effettuato in tempi precedenti alla donazione che non ha alterato sostanzialmente l’assetto generale originario. E’ presente molta documentazione in copia certamente recuperata dallo stesso Mandelli per arricchire l’archivio prima della sua consegna all’Associazione. Risultano manomissioni e dispersioni di documenti dovute probabilmente all’incuria. La struttura dell’archivio è stata impostata secondo le norme internazionali ISAD.

 

 consultabilità

Consultabilità negli orari di apertura dell’Associazione previa richiesta scritta tramite lettera, fax o e-mail. Ai sensi della normativa archivistica nazionale.
Riproducibilità per studio o esposizione, previa richiesta scritta, tramite lettera, fax o e-mail.

 

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