AR.CO Archivi Conservati


Dal 1996, sulla base di una convenzione con il Ministero per i Bene e le Attività Culturali, l’Associazione ha dato inizio alla creazione dell’Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani. Il progetto ha tra i suoi obiettivi principali quello di evitare la dispersione e lo smembramento degli archivi dei restauratori italiani, salvaguardando così il patrimonio documentario costituito dagli archivi storico-biografici dei restauratori italiani e farne un reale strumento di studi e ricerche. All’interno di questo progetto l’Associazione si è incaricata di:

  • individuare, acquisire, inventariare e conservare in originale o in duplicato i fondi, le raccolte documentarie e ogni altro elemento utile alla storia dei restauratori, gestendo l’informazione raccolta attraverso le tecnologie contemporanee e gli standard descrittivi internazionali (modulo AR.CO. – archivi conservati);
  • ricercare presso gli istituti di conservazione fonti archivistiche per la storia dei restauratori italiani, e provvedere alla loro schedatura al fine di produrre una futura guida tematica articolata per regioni;

Il patrimonio archivistico del progetto ASRI è composto dall’archivio del restauratore Conte Giovanni Secco Suardo, e dagli archivi privati di restauratori e architetti italiani (specializzati in conservazione e restauro), ricevuti in donazione:

Giovanni Secco Suardo*
Giuseppe Arrigoni
Antonio Benigni
Arnolfo Angelo Crucianelli
Carlo Giantomassi e Donatella Zari
Vito Mameli
Andrea Mandelli
Mauro Pellicioli

Giorgio Rolando Perino (attualmente non consultabile)

Consultabilità

Gli archivi sono aperti al pubblico e consultabili su richiesta, inviando una mail a asri@associazionegiovanniseccosuardo.it oppure telefonando allo 035-800530/717.

* L'archivio del restauratore Giovanni Secco Suardo è parte dell'archivio privato della famiglia Secco Suardo, vincolato ai sensi dell'art. 13 D.L. 42/2004 del Codice dei beni culturali e del paesaggio e per tale motivo è necessario, oltre ad inviare una mail contenente i motivi della richiesta, anche presentare la richiesta di consultazione alla Soprintendenza Archivistica per la Lombardia, attraverso la compilazione dell'apposito modulo.

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