Gli esordi

 


Nel 1995 durante i lavori del Convegno Internazionale di Studi Giovanni Secco Suardo e anche alla luce di proposte, “raccomandazioni” ed indicazioni nazionali ed internazionali - nasce il progetto Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani.

Marisa Dalai Emiliani propone un voto in cui, constatata l'eccezionale importanza degli archivi dei restauratori, si auspica l’avvio di attività volte ad evitare la dispersione “di tale prezioso patrimonio”, proponendo che l'Associazione Giovanni Secco Suardo si renda “disponibile per continuare e promuovere ogni iniziativa finalizzata alla valorizzazione di tali archivi e in particolare per avviare il progetto di studio ed edizione di un Dizionario storico-biografico dei restauratori italiani, in armonia con l'auspicio dell'Istituto Centrale per il Restauro e in collaborazione con gli Enti preposti”.

 A seguito della costituzione di un Comitato Promotore (composto dall’Istituto Centrale per il Restauro, l’Associazione Giovanni Secco Suardo, la Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte Medievale e Moderna dell’Università “La Sapienza” di Roma e la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano), il Comitato Scientifico redasse nel luglio 1995 il primo documento di progetto, che permetteva l’avvio dei lavori.

Attraverso una successiva Convenzione sottoscritta nel 1996 tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l'Associazione Giovanni Secco Suardo, i due enti firmatari, affiancati dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano, Bergamo, Como, Lecco, Lodi, Pavia, Sondrio, Varese e dalla Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte Medioevale e Moderna dell'Università "La Sapienza" di Roma, si sono resi “promotori di un progetto avente come scopo la creazione di un Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani”.

Con l’adesione ed il sostegno della Direzione Generale alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e di altri organismi ed istituzioni, il progetto ha cominciato effettivamente a prendere corpo con precise finalità e strutture organizzative.

Fondamentale è stato poi, negli anni successivi, il contributo di gruppi di ricerca di diverse Università italiane, cofinanziate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca attraverso Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale (PRIN) e di numerosi enti ed istituzioni che hanno partecipato, finanziato e promosso il progetto.

 

 

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