Giovanni Secco Suardo. La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell’opera d’arte

Convegno Internazionale di Studi

Giovanni Secco Suardo (1798-1873)
La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell’opera d’arte

(Bergamo, 9-11 marzo 1995)


Il convegno si è proposto come un’occasione di studio e di approfondimento dell’attività e degli scritti di Giovanni Secco Suardo (1798-1873) che nei decenni precedenti e successivi alla formazione dello Stato unitario in Italia, con spirito innovativo e lucida consapevolezza, svolse un ruolo di primissimo piano nel dibattito apertosi in Europa tra storici dell’arte, direttori dei musei, “conoisseurs”, collezionisti e restauratori sui temi cruciali della tutela, della conservazione e del restauro delle opere d’arte.

Autore, tra l’altro, del celebre Manuale ragionato per la parte meccanica dell’arte del Ristauratore di dipinti (Milano 1866), Giovanni Secco Suardo contribuì ad aggiornare, in un’ottica moderna e critica, le metodologie, le finalità e lo stesso statuto etico-professionale del restauratore, esercitando una notevole influenza sulla cultura e sulla tradizione del restauro in Italia e in Europa.

Il Convegno ha proposto inoltre alcune riflessioni sulla pratica e sull’idea stessa di restauro dei dipinti tra XIX e XX secolo, sviluppando poi gli stessi temi inerenti la cultura e la pratica del restauro, ed in particolare il problema della formazione del restauratore, in un’ottica contemporanea, attraverso il confronto e la messa in comune di esperienze e testimonianze di specialisti del settore (storici dell’arte, storici del restauro, funzionari di musei e soprintendenze, operatori ed esperti) provenienti da diversi paesi europei.

Gli obiettivi scientifici del Convegno sono stati:

  • Indagare e recuperare, nell’ambito della cultura artistica italiana ed europea, la reale portata dell’attività e degli scritti di Giovanni Secco Suardo alla luce delle vicende che, nei decenni precedenti e successivi alla formazione dello Stato unitario in Italia, portarono ad una riconsiderazione del concetto di restauro, alla ridefinizione pratica delle finalità e dello stesso statuto etico e professionale del restauratore di opere d’arte secondo una visione più moderna e scientifica, consapevole dell’importanza di valori oggi considerati imprescindibili quali la tutela e la conservazione del bene culturale.
  • Avviare una riflessione critica sul concetto e sulla pratica del restauro pittorico nel XIX secolo (teoria, formazione, manualistica, metodologie di intervento, tecnologia e materiali) in un contesto storico e culturale caratterizzato, tra l’altro, da quel fenomeno a larga incidenza materiale e culturale che fu il cosiddetto “restauro d’invenzione”, la cui massiccia diffusione in Italia appare motivata sia dalle esigenze di un mercato e di un collezionismo in rapida quanto incontrollata espansione; sia da quei fenomeni di “riqualificazione”, ammodernamento e ristoricizzazione del patrimonio artistico che contraddistinsero tale periodo storico, tra eclettismo e revivalismo. Tale indicazione si pone come scopo:
    • la sollecitazione e l’elaborazione di contributi specifici volti a chiarire le dinamiche storico-sociali e ideologiche sottese a tali fenomeni in una fase cruciale della storia e della cultura del nostro Paese;
    • l’avvio di una discussione su quei processi che nel corso dell’ultimo secolo, anche in relazione alle problematiche relative alle leggi di tutela, hanno condizionato gli sforzi per conseguire una più corretta e moderna considerazione del concetto di restauro, delle sue metodologie e finalità, nel quadro di una più efficace azione di tutela e conservazione del bene culturale.
  • Una disamina articolata delle diverse metodologie d’intervento tutelativo, conservativo e di restauro delle opere d’arte – anche con riferimento alla letteratura settoriale otto-novecentesca di ambito europeo – nel confronto tra specialisti, storici dell’arte, restauratori e funzionari di musei, sovrintendenze e istituzioni culturali italiane e straniere con particolare riguardo ai paesi dell’Est europeo.
  • Contribuire alla conoscenza delle politiche dei singoli paesi in materia di formazione e qualificazione professionale del personale scientifico, tecnico e operativo (corsi e scuole di restauro, specializzazioni, corsi di laurea in Beni Culturali, ecc.), sotto il profilo legislativo ed organizzativo, con particolare riguardo, e in un’ottica europea, ai temi del coordinamento e della cooperazione tra organi centrali e locali a livello sia nazionale che internazionale.

Sulla base di tali indicazioni di riflessione e di studio l’Associazione Giovanni Secco Suardo e l’Istituto Centrale per il Restauro, di concerto con l’Accademia Carrara di Bergamo, hanno organizzato il convegno in tre giornate di studio, ciascuna caratterizzata dalla originalità dell’approccio al tema generale:
1^ giornata: idea e prassi del restauro nell’Italia del XIX secolo tra collezionismo, storia del gusto e tutela.
2^ giornata: il laboratorio di Giovanni Secco Suardo e la cultura del restauro dei dipinti tra XIX e XX secolo.
3^ giornata: cultura e prassi del restauro in Europa oggi. La formazione per il restauro: esperienze e confronto.

 

Promotori

Istituto Centrale per il Restauro, Roma

Associazione Giovanni Secco Suardo, Lurano

Provincia di Bergamo – Assessorato alla Cultura

Con la collaborazione di

Ministero dei Beni Culturali e Ambientali – Ufficio Centrale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali

Regione Lombardia – Assessorato alla Cultura

Comune di Bergamo – Assessorato alla Cultura

Curia Vescovile di Bergamo – Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici

Centro Culturale Niccolò Rezzara (Bergamo)

Patrocinio

I.C.C.R.O.M. - International Centre for the Study of the Preservation and Restoration of Cultural Property)

Soprintendenza per i beni Artistici e Storici di Milano

Accademia Carrara di Bergamo

Università degli Studi di Bergamo

 
 
 
 

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