IMU Dimore storiche


Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Consiglio Superiore per i Beni Culturali e Paesaggistici

Riunione del 23 marzo 2012

Mozione su agevolazioni fiscali per dimore storiche
(Pericolo IMU per gli edifici storici vincolati di proprietà privata)

Con lettera al Sig. Ministro per i Beni e le Attività Culturali in data 20 marzo 2012 "l’Associazione Giovanni Secco Suardo, per la conservazione e il restauro dei Beni Culturali” ha fatto presente che in questi giorni sono in discussione provvedimenti legislativi che potrebbero comportare, qualora fossero approvati, l’ abolizione delle agevolazioni fiscali di cui godono gli immobili privati dichiarati di interesse storico ai sensi dell’art. 10 del Decreto Legislativo 22 gennaio 2004 n. 42.
La normativa in discussione non prevede infatti la conferma delle agevolazioni per le dimore storiche di proprietà privata, come era in passato per l’ICI, ma allo stesso tempo non ne cita l’abrogazione.

Il Consiglio Superiore,

             nel fondato timore che in conseguenza dell’abrogazione di tali agevolazioni molti proprietari potrebbero non essere più in grado di garantire la conservazione e la fruibilità di tali immobili, i cui costi di manutenzione e restauro sono ben maggiori di quelli ordinari, e sarebbero probabilmente costretti ad alienarli, in un momento in cui né lo Stato, né le amministrazioni locali sembrano avere la disponibilità per acquisirli;

                 consapevole che ciò costituirebbe una minaccia per il destino delle innumerevoli ville, castelli, palazzi distribuiti su tutto il territorio nazionale, in città e in campagna, cioè per la tutela di quel ‘patrimonio diffuso’ che rappresenta il tessuto connettivo sia dell’immagine delle città storiche, sia del paesaggio italiano, vera struttura portante di tutto il sistema dei beni culturali della Nazione;

               consapevole altresì del crescente ricorso in questi ultimi anni, per ragioni di una più efficace tutela, da parte delle Soprintendenze per i beni architettonici ed il paesaggio e del Comitato tecnico-scientifico di riferimento, con i suoi correlati pareri (e in assenza viceversa d’una matura coscienza in merito da parte dei singoli Comuni, privi di mezzi e sovente della necessaria consapevolezza culturale nel definire e gestire i propri strumenti urbanistici), consapevole dunque del crescente ricorso al riconoscimento e alla dichiarazione d’interesse storico d’immobili, anche del Novecento, per i cui proprietari le agevolazioni fiscali esistenti rappresentano una ragionevole forma di compensazione a fronte di un
vincolo che ne limita innegabilmente la libertà e che richiederebbe semmai un’estensione delle provvidenze compensative;

                 
in conclusione di tutto quanto rappresentato, il Consiglio Superiore chiede che le norme vigenti in materia d’agevolazioni fiscali di cui godono gli immobili privati dichiarati d’interesse storico non vengano abolite o modificate in senso peggiorativo e riconosce la necessità urgente che il Sig. Ministro per i Beni e le Attività Culturali metta in atto tutte le misure necessarie al fine di evitare tale rischio.

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Vedi anche i seguenti articoli online sull'argomento:

Corriere della Sera
Eco di Bergamo

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